Nuovi Comuni frontalieri. Accordo Italia-Svizzera
Come riportato dal giornale Ticino Online l’accordo tra Svizzera e Italia relativo alla tassazione dei frontalieri entrato in vigore lo scorso 17 luglio, prevede ora due tipologie di lavoratori: il cosiddetto “vecchio frontaliere”, ovvero chi già lavorava nella Confederazione Elvetica nel periodo compreso tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023, e il “nuovo frontaliere”, ossia colui che ha a iniziato l’attività lavorativa dal 18 luglio 2023 in poi.
La differenza sostanziale tra le due tipologie di lavoratori frontalieri in termini di imposizione fiscale è che i “vecchi” continueranno a pagare solo in Svizzera l’imposta alla fonte del 100% mentre i “nuovi” dovranno pagare nella Confederazione un’imposta alla fonte limitata all’80% e dovranno poi pagare l’IRPEF in Italia secondo le aliquote ordinarie con detrazione per quanto già pagato in Svizzera.
Una regola transitoria presente del nuovo accordo stabilisce poi che i Cantoni Vallese, Ticino e Grigioni continueranno a versare, come hanno fatto fino ad ora, ai comuni di confine i “ristorni” (una compensazione finanziaria pari al 40 % dell’imposta alla fonte prelevata in Svizzera).
Le liste, vecchie e nuove, dei comuni di confine
Sin qui, tutto è relativamente chiaro. Salvo che il precedente accordo italo-svizzero, risalente al 1974, non prevedeva un elenco riconosciuto in maniera ufficiale di quali fossero questi comuni di confine. Tanto che, Vallese, Ticino e Grigioni, unilateralmente, avevano redatto un loro elenco composto dai municipi italiani che si trovano entro i 20 chilometri dalle dogane.
Nell’ambito del nuovo accordo sull’imposizione dei frontalieri è stata però sottoscritta bilateralmente una nuova lista dei comuni considerati di confine. E da qui sono iniziati a sorgere dei dubbi.
Per esempio: nel vecchio elenco Saronno non era considerato comune di confine, mentre nel nuovo è presente nella nuova lista. L’interpretazione del Canton Ticino, secondo quanto riferito dal sindacato OCST, è che un lavoratore frontaliere che è sempre stato residente a Saronno è considerato “nuovo frontaliere”, in quanto questo comune non era presente nel precedente elenco dei comuni di confine ma lo è in quello nuovo.
Per fare un altro esempio, un lavoratore frontaliere che è sempre stato residente a Como, quindi inquadrabile come “vecchio frontaliere” che trasferisce la residenza a Saronno resta “vecchio frontaliere”, proprio perché Saronno, con l’entrata in vigore del nuovo accordo e la definizione del nuovo elenco dei comuni di confine è, appunto, un comune di confine.
